Hardcore! di Ilya Naishuller

 

All’origine Bad MotherFucker, un video musicale ambientato in Russia della band indie-punkrock Biting Elbows e diretto dallo stesso frontman del gruppo, Ilya Naishuller. Girato con camera a mano, da una prospettiva trascinante e ricca di scene al cardiopalma, l’irriverente storia operistica veniva raccontata interamente dal punto di vista del protagonista. Un corto ipnotico, martellante, che rimandava la memoria ad alcuni celebri titoli giocati dai game-player a partire dagli anni Novanta, portati al successo mondiale dai vari Quake, Doom, fino ai più recenti Far Cry e Call of Duty. Può dunque un’idea, fedelmente tradotta nei codici videoludici, calarsi di peso dentro al medium cinematografico?
Abitato da una totale assenza di etica, Hardcore! è un videogioco ultraviolento in live-action che cerca un passaggio transitorio, o addirittura ‘rivoluzionario’, per replicare nella forma uno sparatutto di tipo First Person Shooter (in prima persona). Ne è talmente così lobotomizzato, da avere il solo merito di ampliarne l’esperienza, tutta in soggettiva, e dove la dimensione dominante sia quella immersiva, adrenalica e ‘sporca’ di una commistione tra il cinema e le tante realtà che vi orbitano intorno.

pistola puntata alla testa di uomo scena film hardcore

Ma i demeriti sono ancora maggiori, se rapportati a una trama monotona (concepita come level-up, escluso il meccanismo di morte-resurrezione) quanto ad un’estetica spregiudicata per stupire anche gli sguardi più virginali. Perché l’azione regna incontrastata nel film di Naishuller, mentre lo spettatore/giocatore progredisce d’esperienza, testa le proprie abilità come in un tutorial e viene messo all’occorrente sulle risorse indispensabili per abbattere il nemico (armi, cariche energetiche, indizi con cui esplorare rapidamente l’universo geografico). Il tutto in una furiosa corsa contro il tempo, nel medesimo eccesso di autoironia e sesso, attraverso un frullato shakerato di opere quali Crank, Robocop ed Arancia meccanica. Un caos diegetico d’insana bellezza, un idioma linguistico a sé, accessibile – rispetto alla sua componente interattiva – ad un circolo molto ristretto di spettatori.
Henry si sveglia mutilato, in un corpo metà uomo e metà cyborg, senza più ricordare la propria identità. È stato riportato in vita da una scienziata (Haley Bennet) che sostiene di essere sua moglie. Presto la donna viene rapita da Akan (Danila Kozlovsky), uno psicopatico dotato di poteri telecinetici a capo di un gruppo di mercenari e con un piano diabolico per dominare il mondo. Precipitato a Mosca, Henry dovrà affrontare tutti i suoi acerrimi agenti, aiutato da un misterioso alleato inglese di nome Jimmy (Sharlto Copley). Ciò darà inizio ad una vera fuga a rotta di collo, per comprende meglio il mistero dietro il folle Akan e acquisire la consapevolezza di possedere una forza sovrumana.
Nel suo sconfinare in territorio filmico, il regista russo sembra affidarsi al trend ipercinetico del post-moderno che non da tregua, dall’effetto quasi lisergico, tramite eventi conditi da humour greve ed accostati a scene altamente concitate per numero (quantità di personaggi) e intensità (violenza splatter). Non c’è traccia del binomio uomo-macchina o l’interesse nello scoprire dove inizi l’uno e finisca l’altro, pertanto Hardcore! trova un pò di respiro lungo le piccole ellissi spazio-temporali (flashback) della memoria di Henry; minuscole finestrelle sull’enorme background del protagonista in cui sempre, con incessante regolarità, ci verrà negato l’accesso. Impermeabile a tutto quel che accade, Naishuller cavalca il nonsense definitivo sulla scia di una carneficina goliardica e al grido di un ‘finto’ found footage che aumenti la vicinanza col reale: ma la dichiarazione d’intenti è troppo urlata, l’introspezione latita, e la spremuta insensata di sangue e proiettili che promette diventa un viaggio non meno canonico sui topoi classici del genere action. Che perfino l’ottima prova di Sharlto Copley fatica ad aggrapparsi nel contesto di una storia fatalmente smussa dalla sua valenza teorica (ovvero, ridefinire il rapporto tra grande schermo e mondo videoludico).
Dall’ausilio di telecamere GoPro al ritmo ipertrofico da funambolico road-movie, ogni componente di Hardcore! assomiglia invece al tipo di intrattenimento destinato alle generazioni attuali. Quelle cresciute a pane e videogiochi, amanti del ‘sopra le righe’, divertite dalla violenza come se non le tangesse, affamate verso una truculenza che non si tiri mai indietro. Un point of view (POV) carente di qualsiasi spirito d’osservazione, contaminato da molteplici registri fuori controllo nonché replicati e clonati a dismisura, con forza incessante. Magari l’esperienza che tutti i gamers avranno sognato di vedere, oppure un instant cult d’autore dal potenziale (semmai avrà strade future) ancora tutto da comprovare. D’altro canto, e ridotto ai minimi termini, Hardcore! vuole essere un crudissimo revival-experience inutilmente parodistico quanto incapace di smarcarsi dalla sua stessa matrice virtuale e un po’ ignorante. Da far venire il mal di mare.

Hardcore!

  • Regia: Ilya Naishuller
  • Cast: Sharlto Copley, Haley Bennett, Danila Kozlovsky, Cyrus Arnold
  • Russia/Usa 2015

Trailer di Hardcore!

Francesco Bruni

Lynchiano di spirito, Malickiano di adozione, mi cimento con la 7 Arte da quando possiedo memoria. Ho collaborato con diverse testate online, esplorando il cinema in tutte le sue forme, prodigandomi nella tecnica audiovisiva come nella scrittura di critica giornalistica. DaDamovie è il mio primo blog cinematografico.  

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