Millennium Actress di Satoshi Kon

 

Film drammatico di animazione con una difficile realizzazione, ma di grande rappresentazione. Satoshi Kon è riuscito attraverso l’espediente di una semplice intervista ad un’attrice del passato a farci entrare nel suo mondo della protagonista, proponendo la vita della giovane ragazza in chiave metaforica. Millennium Actress, infatti, parla proprio di questo: di un’intervista fatta ad una attrice del passato sulla propria vita. La prima scena del film vede protagonista Fujiwara Chiyoko, pronta a partire con una navicella spaziale dicendo: “Ho fatto una promessa, ho detto che sarei andata da lui”. Questa scena è solamente una registrazione di quello che si scoprirà essere l’ultimo film dell’attrice. Il nastro viene mandato indietro dal direttore dei nuovi studios, Gen’ya, e mentre il nastro si riavvolge, in un flash si vedono tutti i film girati con protagonista la ragazza. Il documentario vero e proprio inizia con la demolizione degli studios, dove aveva brillato l’attrice. Gen’ya, assieme al telecameraman Kyojsi, si reca nel luogo dove si era stabilita la vecchia attrice, un luogo sperduto: lontano da tutto e da tutti. Il boss dello studio era riuscito a farsi rilasciare un’intervista grazie alla promessa di un dono, una chiave che l’attrice portava gelosamente sempre al collo.

millennium actressQui inizia il racconto dell’attrice sul suo passato: mescolando vita privata con la finzione del set. Il regista si serve con un gioco di colori per evidenziare l’infanzia della ragazza e lo sfondo storico, resi con delle istantanee in bianco e nero, mentre per la narrazione presente ritorna al colore. L’ inizio del lavoro come attrice per la giovane inizia casualmente, come dettato dal Fato. Si scontra con un ladro che aveva con sé una tela: è ferito, lo cura, lo porta in salvo, se ne innamora. I due si lasciano con la promessa del pittore, il cui volto non verrà mai svelato, di farle un quadro. Chiyoko trova la chiave che il suo amato aveva perso nella neve. La ragazza convince la madre a farle accettare il lavoro perché sa che l’uomo di cui si è innamorata si trova nel medesimo posto dove la giovane deve riprendere le scene, in Manciuria. La madre approva: la ragazza inizia fin da subito a lavorare con una nota diva dell’epoca.

Tutti i revival dei film e i ricordi del passato giocano sul ritrovamento dell’amato, ma che ora per un motivo, ora per un altro i due vengono allontanati. Genya e il telecameraman vengono completamente assorbiti dal racconto della donna tanto da prenderne parte attivamente. L’incredibile storia della donna abbraccia le epoche più disparate: partendo dall’era dei samurai, passando per quella dei ninja, fino ad approdare all’epoca moderna. Perché, la tematica che prevale su tutte, è quella della predestinazione. Predestinazione voluta da Dio e confermata dalla presenza di uno spirito malvagio. È già tutto scritto nel destino: l’attrice, per quanto rincorra il suo amore e lo cerchi continuamente, non riuscirà mai a trovarlo. Lo spirito infatti condannerà la donna a vagare tra le fiamme dell’eterno amore. In tutti i film, infatti, vi è la ricerca assidua del signore; metafora della ricerca dell’amore. Dove si insinua un altro focus fondamentale: rincorrere l’amore senza mai raggiungerlo.

Per concludere, l’ultima scena si riallaccia alla prima: «Ti  raggiungerò forse anche in un’altra vita». Il viaggio della ragazza nella nave spaziale rappresenta il viaggio verso la morte. La ragazza, infatti, dopo quel film, non solo si ritira, ma smette anche di cercare l’amato. Infine qualcosa è cambiato, forse è cambiata lei: «Perché dopo tutto è il fatto di inseguirlo ciò che amo davvero».

Millennium Actress

  • Regia: Satoshi Kon
  • Giappone 2001

Trailer di Millennium Actress

Matteo Platania

L’amore per il cinema d’animazione deriva da un evento avvenuto circa 15 anni fa: la visione del film “La città incantata” di Miyazaki. Da quel momento decisi di recuperare più film d’animazione giapponese possibili, fino ad avere un mio bagaglio culturale. L’amore per il genere d’animazione mi accompagna fin da piccolo ed ora voglio sviluppare tutto il mio potenziale scrivendo recensioni

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