3%, la recensione della prima stagione disponibile su Netflix

 

3% è una serie televisiva brasiliana, ideata da Pedro Aguilera e diretta da César Charlone, che si può trovare su Netflix (stagioni 1 e 2). La prima stagione (8 puntate da 45 minuti) ci presenta quello che è il mondo fantascientifico in cui è ambientata la serie. Siamo in un futuro distopico in cui “Il mondo è diviso in 2 lati”: uno migliore, l’Offshore, caratterizzato da prosperità, progresso, abbondanza a cui può accedere solo l’élite dei prescelti; l’altro, l’Entroterra, dove regnano povertà, degrado e violenza.

Due mondi adiacenti eppure ben separati, dove viene da chiedersi, come si fa ad essere tra i prescelti e passare al lato che conta?! Attraverso un processo di selezione, che viene chiamato proprio “Il Processo”, basato su una serie di prove tra cui una prima intervista conoscitiva seguita da vari test mentali, logici e psicologici, inizialmente individuali e poi di gruppo. Ad ogni step c’è la possibilità di venire eliminati, come la formula spietata di un quiz con in palio il premio più agognato: una vita agiata nel benessere.

3%Ma solo il 3% della popolazione lo supererà e potrà far parte dell’élite, sbarcando sull’Offshore senza far più ritorno, ritenendosi degna e meritevole di quel nuovo stile di vita ricco ed abbiente. Il restante 97% sarà costretto ad un’esistenza di stenti, in mezzo a carestie e povertà in una specie di grande favela. Per partecipare al processo basta una semplice registrazione, che avviene tramite il chip di riconoscimento di cui è dotato ciascun abitante, ma questa è un’opportunità che viene concessa solo una volta nella vita, e si presenta al compimento del 20esimo anno.

Nell’anno del processo 104, tra i vari partecipanti, emergono quelli che saranno poi i protagonisti: Bianca Comparato (Michele), Michel Gomez (Fernando), Vaneza Oliveira (Joana), Rodolfo Valente (Rafael) e Rafael Lozano (Marco). Tra questi non ci sono buoni o cattivi, alcuni si scoprirà che sono infiltrati del movimento rivoluzionario della Causa, altri che credono fermamente nel Processo, in comune hanno che una volta iniziato l’iter delle prove, ricorreranno ad ogni genere di escamotage, pur di rimanere in gioco ed emergerà la loro vera natura. Altro personaggio che si distingue è Ezequiel (João Miguel), il deus ex machina, colui che muove i fili dall’alto e supervisiona il Processo, da lui progettato.

La serie di Aguilera segue con orme fantascientifiche una story-line thriller attraversata, non di rado, da venature young adult. A differenza, però, di quello che avviene in pellicole distopiche di recente successo come Hunger Games o Maze Runner, i partecipanti qui sono sottoposti a una serie di prove che non sono estreme né portano mai alla morte. Ma tutto ciò è destinato a durare per sempre? Il fatto che solo il 3% della popolazione viva in condizioni agiate? Tutti i bambini dell’Entroterra vengono cresciuti ed educati con l’obiettivo di superare il processo, ma un eventuale fallimento a cosa porterebbe?

Frequenti sono i casi di suicidi per aver mancato l’occasione della vita ed ovviamente di anno in anno cresce lo scontento della popolazione. Con l’obiettivo di ribaltare i ruoli e mettere fine a questa grande ingiustizia, guadagna sempre più consensi il movimento rivoluzionario della “Causa” ed è questo scontro bene-male, Causa-Processo che getta le basi per la seconda stagione.

3%

Cast: Bianca Comparato, Michel Gomez, Vaneza Oliveira, Rodolfo Valente, Rafael Lozano

Brasile 2016

3% – Trailer della prima stagione

Francesco Bruni

Lynchiano di spirito, Malickiano di adozione, mi cimento con la 7 Arte da quando possiedo memoria. Ho collaborato con diverse testate online, esplorando il cinema in tutte le sue forme, prodigandomi nella tecnica audiovisiva come nella scrittura di critica giornalistica. DaDamovie è il mio primo blog cinematografico.  

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